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CORSO
SJO - HOKAR
1978-1982


Corso Sjo-Hokar
1978 - 1982
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L’INFINITO
Giacomo Leopardi
(versione originale)
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura.
E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s'annega il pensier mio:
E il naufragar m'è dolce in questo mare.
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Mauro Profili
Sempre ostile mi fu quest’ erma barra,
e questa coffa, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo include.
Ma salendo e scendendo di grisella in grisella e mirando, interminati
spazi di là da quelle, e sovrumane madonne per non caderne,
e profondissima quiete accademica
io nel pensier mi fingo; ove per poco, e per i giri mancanti, il cor non si spaura.
E come il vento
odo stormir tra queste draglie, io quello
infinito silenzio e questo conteggio
vo comparando: e mi sovvengono le passate punizioni, per le ragioni che furono, e la presente
e vivo, sulle braccia, il suon dei cinque giri di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
ed il naufragar non m'è dolce in questo accademico mar.”